Noi, marinai del mar Rosso. Una discesa in Grignetta

Una possibile nuova linea in Grignetta?

Se c’è una cosa che non mi aspettavo dopo questa discesa in Grignetta, era di chiedere a tutti e sentirmi dire la stessa risposta: “mah, non credo, non me ne hanno mai parlato!”

Comunque sia un bel giorno di qualche settimana fa mi faccio trascinare dall’entusiasmo di Paolo e andiamo in Grignetta e “vedere di fare qualcosa”.

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Onestamente il nostro obiettivo era un altro. Ma è andata bene anche così!

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Comunque sia, un po’ per errata valutazione, un po’ per il vento che la domenica ha soffiato in maniera brutale, abbiamo preso una decisione. Saliamo il giorno con calma, bivacchiamo su al Ferrari, ci godiamo il panorama e un’ottima cena a base di travellunch scaduti… e il giorno dopo vediamo il da farsi.

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Al mattino appena arrivano i primi fuggiaschi dalla nebbia, noi scappiamo armandoci i sci e ramponi, e, fra gli sguardi un po’ perplessi e scendiamo dal versante nord con gli sci.

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Ci buttiamo subito giù dalle catene priima di incontrare il canalino Federazione, che quest’anno non è in condizione, in direzione della Val Scarettone.

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Da qui i pendii si aprono e si chiudono. Dobbiamo cercare un po’, ma troviamo sempre uan via di discesa. Sempre alla cieca, ovviamente. Non era nostra intenzione passare di qui… Quindi non abbiamo né cartina né gps. Solo occhi e testa.

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I canali sono sempre abbastanza ripidi ma mai estremi, li scoviamo e ogni volta si lasciano sciare con dignità, anche se la neve bella è diversa. Che sia chiaro!

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E alla fine di ogni canale, quando va bene c’è una doppia o due, sempre su protezioni marce. Quando va bene sono ontani (quegli arbusti che circondano la Grigna, per intenderci) quando va male dobbiamo lasciare un chiodo su roccia quantomeno dubbia!

Ma tant’è, non possiamo tornare indietro. Anche se ogni tanto ci penso.

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La discesa diventa sempre più simile al canyoning, orienteering e disarting. Vediamo distintamente il sentiero che porta al Cavallo dalla val Mala, ma non capiamo come arrivarci. Siamo prigionieri di questa valletta del cacchio e continuiamo a scendere. Ogni abbozzo di traccia che troviamo è una fregatura. E col buio, ce nel frattempo è arrivato, continuiamo a scendere ossessivamente.

Gli sci sono ormai appesi allo zaino da tempo, e la macchina foto anche. Non siamo nella merda, ma sono le 8, è buio da 2 ore, continuiamo a fare calate brutte. E abbiamo solo una procorda da 50, 2 chiodi e un paio di cordini …

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Io vorrei bivaccare e continuare con la luce. Paolo ha una flebile speranza di presentarsi in valtellina per una cena romantica… Non ha capito! E io sono veramente stanco!

Perché, tra le tante cazzate, abbiamo finito il gas del fornello e non mangiamo né beviamo dalle 8 del mattino.

Comunque sia a una cert’ora riusciamo a uscire dalla val Scarttone e mettere i piedi nel letto della val Mala. Siamo quasi fuori dalla paltra.

E l’aiuto definitivo ci arriva dal buon Ale Lafranconi che avevamo avvisato per darci una mano a saltar fuori. Con un gioco di frontali riusciamo con un paio di calate e una risalita su bosco verticale di 30 metri a guadagnare il sentiero.

Una comoda oretta fino alle macchine, una birra al baretto di Rongio per festeggiare e via, di nuovo ai Resinelli e poi a casa!

Il nome della discesa è “noi, marinai del mar Rosso”.

Per farla è necessario avere tanta pazienza, un po’ di culo, una corda da 50, qualche chiodo e qualche fettuccia. Le pendenze massime direi che sono state intorno ai 45°, i pendii sempre abbastanza riparati o comunque tranquilli. Attenzione solo all’ingresso nella val Scarettone, l’ampio pendio potrebbe accumulare.

Il dislivello sarà di 1400-1500 metri, di cui 1000 si sciano. Le calate non le conto più, 15/20 circa…

Testo e foto sono protette da copyright dell’autore.

Un ringraziamento agli sponsor di Paolo che hanno contrinuito a questo propgetto, che si inserisce nella grande famiglia di SMOG 2015

Arc’teryx, Crispi, Black Diamond, Smith, Specialized.

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