Hyaena per Stefano Carnati

All’inizio del 1985 Andrea Gallo vede oltre dove si guardava a quel tempo e chioda Hyaena, all’Alveare, Finale Ligure

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Una pressoché inconsistente teoria di buchi svasi su una lavagna strapiombante dell’entroterra Finalese.

E parte l’assedio che si concluderà con la vittoria nel 1986. Sono anni di leggende e di veloce evoluzione, in cui internet non c’era e le notizie arrivavano frammentarie e gonfiate dal passaparola.

Sono gli anni della prima gara del mondo di “free climbing” a Bardonecchia.

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In quegli anni, per intenderci, Gullich sale Punks in the Gym, agli Arapiles, Jonny Dawes è in competizione furibonda per il grado massimo e sale Indian Face, Jerry Moffat è fuori dai giochi per i gomiti distrutti e Le Menestrel sta spingendo a tutta in Francia, salendo Le Rose et le Vampire e soprattutto “La rage de Vivre” a Buoux.

Sono nomi che hanno fatto la storia, sono vie che hanno molto più di un grado e un nome. Sono vie che raccontano e rievocano lotte, tendini, delusioni e successi. Sono vie che hanno misurato la forza degli scalatori degli ultimi 30 anni. Sono anche tiri dalla tecnica spesso complicata e non banale, che vanno al di la del puro esercizio ginnico. E sulle quali il successo, anche nel 2015 è tutt’altro che scontato!

L’albo d’oro di Hyaena da oggi vende anche il nome di Stefano Carnati!

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