Out of office

I’m leaving for a photo trip to South Africa. Probably I won’t be reachable for the next 25 days. Talk to you as soon as I get back!

Parto oggi per un viaggio in Sud Africa di 25 giorni, e probabilmente non sarò raggiuungibile. Abbiate pzienza, ci sentiamo appena rientro!

Cape Town

Cape Town

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Trailrunnig team Vibram

Se c’è una cosa che credo, è che bisogna essere veri e trasmettere quelle che sono le storie e le emozioni nel modo più semplice e sincero, anche in un video promozionale.

Fatto con atleti umili ma di spessore, che vincono ma soprattutto che corrono, sul serio.

Fatto e girato con Pietro Porro

Thanx to Jerome Bernard

Cadda party VII (foto courtesy Guglielmo Ruiu)

In poche righe il Cadda party?

Marzio Nardi che tatua “cadda party” ovunque guardando compiaciuto le sue crezioni dicendo “bella, proprio bella!”

Il Pazzo che scappa col Frigio a guardare la finale di Champions.

Il Porro che guarda Marzio tatuare il culo della Mingolla e quasi sviene!

Il Ffelderer che fa cadere l’ultimo friend, il frigio che non sa se chiamare l’elicottero e Marazzi che ride

Marzio che passa 2 ore paralizzato su un tiro.

Il polpaccio imbarazzante dello Spini.

Chicco che urla ubriaco “riky riky” 700 volte

L’albertino e il gruppo elettrogeno

il bogani e le griglie

il peggior spritz del mondo

le cicatrici e le abrasioni

il mottini con la schiuma alla bocca su sono diuro ma giusto

Il Della Vigna che apre titi nuovi

La rab che ormai si è trasferita a cadda

Camp cadda

Yosesigo

la carne alla griglia

i grissini di Jacopo Larcher

Il Maestro

Il fatto che non ho salutato l’Arianna

Io e marzio che alle 7 puliamo tutto e poi riprendiamo a fare magliette

la tettoia di camp cadda

non me ne voglia per la mancanza di finesse: il culo della Mingolla. Vero highlight della serata, che ha stupito tutti per nonchalance e sportività!

e ultimo ma non per importanza, la faccia di marzio mentre appone il sacro tatoo sul sopracitato gluteo.

Il mondo si divide in due: quelli che hanno la maglietta

Il mondo si divide in due: quelli che hanno la maglietta “cadda party” e quelli che non ce l’hanno!” Cit. A. Frigerio

Grazie, grazie, Grazie.

Vai Jacopo, one more!!

jacopo

L’anno scorso è stato l’anno della pioggia. Pioggia e maltempo di M che hanno vanificato i tentativi di Jacopo (Larcher) di ripetere Pan Aroma, e i miei di portare a casa le foto e il video dell’impresa. Shit happends! Pan Aroma, dicevo, mitica via aperta in inverno, in solitaria dal visionario Alex Huber. L’idea di partire sui primi tiri di vero “marzòn”, come direbbero i local, da solo, sapendo che per 150 mt le protezioni buone si contano sulla punta delle dita (di una mano) mi ha fatto capire molto del valore vero del fuoriclasse d’oltralpe. Jacopo, non da meno, si è ingaggiato, ed è riuscito a risolvere il passo chiave dopo la rottura di una presa, ma la meteo avversa gli ha impedito ci “chiudere” il progetto, che viene rimandato a breve, spero. Questi tentativi gli sono valsi una serie di voli impressionanti su uno degli strapiombi più esposti del pianeta, sulla nord della Lavaredo, e non per modo di dire. Oltre al fatto che, per guadagnare il tiro, bisogna fare 4 tiri di “marzòn” con difficoltà fino al 7b… roba da capelli grigi! Il risultato per adesso è la Cover del catalogo della Lasportiva, e il filmato Evolve che trovate sulla pagina FB di Jacopo.

Keep it real!

Gli ultimi tre mesi, poi in Sudafrica

Breaking news, ho tempo da dedicare a me stesso.

Quindi faccio un breve riassunto di ciò che ho visto e fatto negli ultimi 3 mesi, che sono stati itensi!

PS: se clicchi sulle foto si ingrandiscono

PS2: seguimi su instagram rikyfelderer

Prima ho dedicato giorni, anzi, settimane al progetto SMOG2015 con Paolo Marazzi, e non è ancora finito! Adesso arriva il bello, il video. È l’ultima “fatica” prima dell’estate!

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Poi siamo partiti con delle prove, in Grignetta, dove tra l’altro Paolo ha fatto una prima discesa (che, nel 2015 nella montagna forse più frequentata d’Italia non è male!)

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Quidi il viaggio è cominciato

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Ed è andato bene!

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Per alternare un po’ di azione al lavoro di ufficio, con CAMP abbiamo creato un lavoro diverso, una campagna pubblicitaria dalla A alla Z. Insieme al gruppo di lavoro di Sfelab ci abbiamo dato dentro e ne è uscita una serie di immagini di cui questa del Matik è la prima che vedete pubblicata sulle riviste europee.

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Nel frattempo, tra un 8c e l’altro, nell’attesa del “colpo grosso”, ho avuto la fortuna di veder scalare Stefano Carnati, a Finale. Una birra al primo che mi dice le due vie! ;-)

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Sempre in giro, è partito un lavoro con Specialized, dove oltre a vedere come lavorano le aziende del settore, ho avuto la fortuna di conoscere e fotografare i 30 secondi Vincenzo Nibali, sperando che la folla non travolgesse la mia attrezzatura!

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Con Vibram quind parto alla volta di finale, ma questa volta per correre. Oltre al lavoro video, che era il mio compito, ho scattato un paio di foto…

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E siccone quest’anno si corre più che scalare, via di nuovo con Lasportiva alla volta di Iseo, dove con due atleti facciamo una serie di scatti per il catalogo. A fine giornata finiamo nelle torbiere di Iseo. Ci sono rimasto tutta la notte a fare foto per i fatti miei!

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E arriviamo ai giorni correnti dove con CAMP, oltre a vedere il Melloblocco conosco quella che secondo me sarà una delle donne da battere del prossimo decennio, Janja Garnbret, che qui posa sotto la pioggia su un 7b…

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E poi con la leggenda, Glowacz, col quale visitiamo il Formaggino, falesia dal nome tanto brutto quanto belle sono le sue linee!

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Siamo a ieri, o l’altroieri, dove ho perso un po’ di tempo a fare prove di luci e colori nei momenti che più mi piacciono…

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Oggi mi riposo, poi lavoro ai film che sto mettendo insieme, progetto viaggi e mi preparo per il Sudafrica, dove torno con James Pearson e Caroline Ciavaldini…

Succede che si imparano cose nuove!

Continuando la preparazione… ho schivato zanzare nelle risaie tra Novara e Vercelli in una nottata stupenda.

Noi, marinai del mar Rosso. Una discesa in Grignetta

Una possibile nuova linea in Grignetta?

Se c’è una cosa che non mi aspettavo dopo questa discesa in Grignetta, era di chiedere a tutti e sentirmi dire la stessa risposta: “mah, non credo, non me ne hanno mai parlato!”

Comunque sia un bel giorno di qualche settimana fa mi faccio trascinare dall’entusiasmo di Paolo e andiamo in Grignetta e “vedere di fare qualcosa”.

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Onestamente il nostro obiettivo era un altro. Ma è andata bene anche così!

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Comunque sia, un po’ per errata valutazione, un po’ per il vento che la domenica ha soffiato in maniera brutale, abbiamo preso una decisione. Saliamo il giorno con calma, bivacchiamo su al Ferrari, ci godiamo il panorama e un’ottima cena a base di travellunch scaduti… e il giorno dopo vediamo il da farsi.

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Al mattino appena arrivano i primi fuggiaschi dalla nebbia, noi scappiamo armandoci i sci e ramponi, e, fra gli sguardi un po’ perplessi e scendiamo dal versante nord con gli sci.

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Ci buttiamo subito giù dalle catene priima di incontrare il canalino Federazione, che quest’anno non è in condizione, in direzione della Val Scarettone.

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Da qui i pendii si aprono e si chiudono. Dobbiamo cercare un po’, ma troviamo sempre uan via di discesa. Sempre alla cieca, ovviamente. Non era nostra intenzione passare di qui… Quindi non abbiamo né cartina né gps. Solo occhi e testa.

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I canali sono sempre abbastanza ripidi ma mai estremi, li scoviamo e ogni volta si lasciano sciare con dignità, anche se la neve bella è diversa. Che sia chiaro!

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E alla fine di ogni canale, quando va bene c’è una doppia o due, sempre su protezioni marce. Quando va bene sono ontani (quegli arbusti che circondano la Grigna, per intenderci) quando va male dobbiamo lasciare un chiodo su roccia quantomeno dubbia!

Ma tant’è, non possiamo tornare indietro. Anche se ogni tanto ci penso.

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La discesa diventa sempre più simile al canyoning, orienteering e disarting. Vediamo distintamente il sentiero che porta al Cavallo dalla val Mala, ma non capiamo come arrivarci. Siamo prigionieri di questa valletta del cacchio e continuiamo a scendere. Ogni abbozzo di traccia che troviamo è una fregatura. E col buio, ce nel frattempo è arrivato, continuiamo a scendere ossessivamente.

Gli sci sono ormai appesi allo zaino da tempo, e la macchina foto anche. Non siamo nella merda, ma sono le 8, è buio da 2 ore, continuiamo a fare calate brutte. E abbiamo solo una procorda da 50, 2 chiodi e un paio di cordini …

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Io vorrei bivaccare e continuare con la luce. Paolo ha una flebile speranza di presentarsi in valtellina per una cena romantica… Non ha capito! E io sono veramente stanco!

Perché, tra le tante cazzate, abbiamo finito il gas del fornello e non mangiamo né beviamo dalle 8 del mattino.

Comunque sia a una cert’ora riusciamo a uscire dalla val Scarttone e mettere i piedi nel letto della val Mala. Siamo quasi fuori dalla paltra.

E l’aiuto definitivo ci arriva dal buon Ale Lafranconi che avevamo avvisato per darci una mano a saltar fuori. Con un gioco di frontali riusciamo con un paio di calate e una risalita su bosco verticale di 30 metri a guadagnare il sentiero.

Una comoda oretta fino alle macchine, una birra al baretto di Rongio per festeggiare e via, di nuovo ai Resinelli e poi a casa!

Il nome della discesa è “noi, marinai del mar Rosso”.

Per farla è necessario avere tanta pazienza, un po’ di culo, una corda da 50, qualche chiodo e qualche fettuccia. Le pendenze massime direi che sono state intorno ai 45°, i pendii sempre abbastanza riparati o comunque tranquilli. Attenzione solo all’ingresso nella val Scarettone, l’ampio pendio potrebbe accumulare.

Il dislivello sarà di 1400-1500 metri, di cui 1000 si sciano. Le calate non le conto più, 15/20 circa…

Testo e foto sono protette da copyright dell’autore.

Un ringraziamento agli sponsor di Paolo che hanno contrinuito a questo propgetto, che si inserisce nella grande famiglia di SMOG 2015

Arc’teryx, Crispi, Black Diamond, Smith, Specialized.